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giovedì 15 dicembre 2011

Chef for passion


Quando ho letto qualche settimana fa che esisteva anche a Salerno la possibilità di fare corsi di cucina mi sono detto: finalmente!!!
come leggete nella foto si tratta di Chef for passion! (li trovate anche su FB)

Quando (un po' diffidente lo ammetto) sono passato a vedere di cosa si trattava ed ho scambiato due chiacchiere con Carmen Saviano sono rimasto subito colpito dalla passione che questa ragazza mi ha trasmesso!
Non pago mi sono iscritto ad una loro lezione di cucina...ogni buon blogger deve sempre provare no?! :D

Dopo il primo impatto, al corso si è subito instaurata un'atmosfera davvero friendly e non so se è stata la bravura di Carmen e Raffaele ('o chef) o anche la simpatia degli 'alunni' ma abbiamo cucinato (...e bevuto vino! come si può pasteggiare senza?! eh eh eh), abbiamo imparato e ci siamo divertiti come se fossimo amici che si ritrovano in allegria in cucina per preparare il pranzo di Natale :)
ovviamente ci siamo ripromessi di rivederci per un'altra lezione... :P


Certo Carmen e lo chef Raffaele Rossi sono davvero coraggiosi, in un periodo di crisi come questo, a mettersi in gioco con questa attività, ma è la Passione che li muove, quella con la P maiuscola perché nelle cose che fanno c'è amore e come scrivono nel loro sito "l'ingrediente principale per una buona cucina è l'amore..."



Dimenticavo il 22 dicembre ci sarà un evento degustazione "Sua Maestà il Tartufo" io ovviamente ci sarò e voi? perché non fate un salto? :)

La ricetta che vi propongo è stata realizzata proprio al corso ovvio! :P

Con questa ricetta partecipo al contest di Fico secco Uva passa: Cucinando per Natale


Controfiletto di maiale ripieno di scarola e scamorza con purea di mele annurche

600 gr di lonza di maiale
Una mezza scarola
150 gr di scamorza affumicata
8 fette di pancetta magra
Aglio
Olio evo
Sale

Per la purea di mele:
3/4 mele annurche (o in mancanza delle belle golden)
Vino bianco secco, circa ½ litro


Preparate la scarola lavandola e bollendola in acqua e sale. Fatela sgocciolare bene per eliminare tutto il liquido in eccesso e passatela in padella con un filo d’olio d’oliva ed un aglio vestito. Appena pronta sminuzzatela col coltello.
Tagliate in piccoli cubetti la scamorza e tenetela da parte.

Pulite la lonza di maiale dalla coperta di grasso (potete farlo fare dal vostro macellaio J) e tagliatela in fette uguali dello spessore di circa 6 centimetri. Fate una piccola incisione su un lato della fetta per creare una tasca che andrete poi ad allargare all’interno con le dita. Riempitela con un po’ di scamorza ed un po’ di scarola, richiudetela e sigillate arrotolando la lonza con due fette di pancetta. Legate con uno spago e passate la carne da entrambi i lati in una padella a fuoco vivo finché non raggiunge un bel colorito.
Disponete le fette di lonza in una teglia e mettete in forno già caldo a circa 200° C per 10-15 minuti o finché il maiale non raggiunge la cottura desiderata, ma non troppo potrebbe seccarsi!
Utilizzate il fondo di cottura filtrato addensandolo in una padella con una noce di burro.

Nel frattempo preparate la purea di mele. Pelate e tagliate le mele in pezzi. Versatele in una casseruola e copritele con il vino bianco; appena cotte scolate dal vino in eccesso e passatele al frullatore per ottenere una crema densa.
Impiattate dividendo in due parti la fetta di maiale e decorate con la purea ed il fondo di cottura.
Bon appétit!

venerdì 18 novembre 2011

Tradizione


Ho un amico piuttosto critico, uno di quelli che siede spesso alla mia tavola e con piacere.
Lui sostiene che viene solo per intrattenere i miei ospiti, che è poco interessato al cibo, ma poi spazzola tutto :)
(per chi lo ha già riconosciuto acqua in bocca! eh eh eh)
Questo amico sostiene che per le mie velleità da food blogger sperimento nuovi piatti, rivisito piatti tradizionali, cucina straniera, ma di dedicare poco spazio alla tradizione...

Ecco cosa ho fatto. Ho preso un grande libro di Cucina Napoletana, quello della J.C. Francesconi ed ho preparato questa ottima pizza della tradizione napoletana che più classico della cucina nostrana non si può. Certo, obbietterete voi, di piatti della cucina napoletana ottimi e famosi ce ne sono tanti, anzi tantissimi! ma questo è quello che mi andava di fare per primo.
Di sicuro ne seguiranno degli altri.

Il risultato è stato che lui da solo, mentre intratteneva (o distraeva) amabilmente gli altri ospiti, ne ha mangiato più di un quarto!!! che sfacciato! :D


Pizza di scarola

1 scarola di medie dimensioni (circa 1,4 Kg cotta)
Aglio, un paio di spicchi
Capperi, un’abbondante manciata
Olive nere di Gaeta (io non le ho aggiunte)
Un peperoncino
Olio evo
Sale q.b.

Per la pasta
500 gr di farina 00
25 gr di lievito di birra
150 gr di burro (o strutto)
Pepe
Sale
Acqua tiepida q.b.


Diluite il lievito con un po’ di acqua tiepida, impastatelo con un pugno di farina e lasciate crescere il panetto per una mezz’ora. Disponete la farina a fontana, mettete al centro l’impasto di lievito cresciuto, il burro, il sale e parecchio pepe e impastate tutto, aggiungendo tanta acqua tiepida da ottenere una pasta piuttosto morbida che lavorerete bene. Mettete poi a crescere in una terrina coperta, in luogo tiepido.

Ho usato la planetaria, aggiungendo una tazza di acqua tiepida e tenendo da parte una tazza di farina che ho poi unito poco per volta finché l’impasto non ha raggiunto la consistenza desiderata, staccandosi dalla ciotola. Ho lasciato poi lievitare per circa due ore.

Lavate bene la scarola. In una pentola capiente fate scaldare dell’olio d’oliva, aggiungete un paio di spicchi d’aglio e il peperoncino. Unite quindi la scarola e coprite, abbassate la fiamma e lasciate cuocere; a metà cottura aggiungete prima i capperi (e le olive) e regolate poi di sapidità. Una volta cotta sgocciolatela e fatela intiepidire.

Quando la pasta sarà cresciuta, dividetela in due porzioni ineguali e, con la più grande spianata all’altezza di un centimetro, foderate un ruoto unto; mettevi dentro la scarola e copritela con l’altro pezzo di pasta spianato.
Fate cuocere in forno già caldo a 190° C per 45 minuti.

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