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martedì 21 maggio 2013
Paella a mi estilo
Buongiorno!
Eccomi di ritorno reduce da... un cambio di stagione!
Voi lo avete già fatto?? beati voi! io mi riduco sempre all'ultimo minuto :)
quindi questo week end è andato via tra vestiti, maglioni e starnuti (perché allergico!)
sabato 30 marzo 2013
Buona Pasqua!
Cari amici!
da quanto tempo non scrivo su queste pagine, mi ero quasi dimenticato come si fa... :)
non sto qui ad elencarvi tutti i motivi che mi hanno tenuto lontano dal blog in questi mesi, ma vi assicuro che mi siete mancati!
lunedì 16 gennaio 2012
Bharatavarsha
Shakuntala fu data da suo padre al saggio Kanva, capo di un ashram della foresta. Il saggio la amò come una figlia e Shakuntala diventò una donna bellissima e umile. La sua voce era dolce e i suoi modi composti e garbati.
Un giorno, il grande re Dushyanta si trovò per caso a passare vicino all'ashram durante una battuta di caccia. Quando scorse la fanciulla si innamorò perdutamente della sua bellezza e della sua grazia, si propose a lei e la sposò in segreto. Dushyanta si fermò per la notte ma poi dovette ripartire e tornare nel suo regno. Le promise che avrebbe mandato qualcuno a prenderla e le diede il suo anello più prezioso, dicendole di non perderlo mai. Il fato volle che re Dushyanta fosse così occupato a governare il suo regno che si dimenticò del tutto di Shakuntala.
Shakuntala cominciò a preoccuparsi molto vedendo che suo marito non mandava nessuno a prenderla e la preoccupazione diventò panico quando scoprì di essere incinta. Il saggio Kanva decise di mandarla dal re, dove sarebbe stata accolta come regina. Shakuntala indossò bellissimi abiti di seta e partì per il regno di Dushyanta su una barca.
Cullata dalla fragrante brezza marina, si addormentò. L'anello regale le scivolò dal dito, cadde nell'oceano e fu inghiottito da un pesce, ma lei non si accorse di nulla. Giunse alla corte di Dushyanta e il re fu informato dell'arrivo di una donna che sosteneva di essere sua moglie. Ma lui non aveva ricordi di Shakuntala né del loro matrimonio e rifutò di riconoscerla come sua moglie. Quando lei cercò di mostrargli l'anello, scoprì di non averlo più al dito e fu costretta a tornare a casa.
Avvilita e delusa, Shakuntala disse al saggio Kanva che aveva deciso di andare a vivere nella foresta. Lui le diede la sua benedizione e lei se ne andò tutta sola. A tempo debito diede alla luce un bambino sano e bellissimo che chiamò Bharata.
Bharata diventò grande senza altra compagnia umana all'infuori di sua madre. Passava molto tempo nella giungla, affascinato dalle piante, dagli alberi e dalle bestie selvagge, e piano piano fece amicizia con tutti gli animali, perfino con leoni e tigri, che si lasciavano cavalcare sulla schiena. La madre gli insegnò tutto quello che un giovane principe doveva sapere e diventò abile con l'arco e con le altre armi. Sua madre lo istruì anche nelle Scritture, i Veda e le Upanishad. Bharata diventò un giovane bello, intelligente e coraggioso, un vero principe in esilio!
Un giorno un pescatore del regno di Dushyanta prese il pesce che aveva inghiottito l'anello reale scivolato in acqua dal dito di Shakuntala. Aprendo il pesce per cucinarlo vide l'anello del re e si precipitò a corte a riferirgli come lo aveva trovato. Quando vide il suo anello, re Dushyanta rammentò ogni cosa, si ricordò che si era innamorato della bella Shakuntala e che l'aveva sposata, e si pentì amaramente di aver mandato via la sposa gravida in quel modo così crudele.
Allora ordinò ai suoi uomini di cercare Shakuntala per tutto il regno. Finalmente uno dei suoi ministri gli diede la buona notizia: si inchinò davanti a lui e gli disse che i suoi uomini avevano trovato Shakuntala e il suo bellissimo figlio e che erano entrambi sani e salvi nel cuore della foresta.
Il re andò a prendere sua moglie e suo figlio, implorò il loro perdono, e con i dovuti onori li portò a palazzo, facendo di Shakuntala la sua regina. Anni dopo, quando re Dushyanta morì, Bharata divenne il re dell'antica India. Fu sovrano nobile e giusto e nel suo regno non esistevano né miseria né infelicità. Ecco perché l'India è anche conosciuta come Bharatavarsha, la Terra di Bharata.
Kheer
per 4 persone
1 litro di latte intero
60 gr di riso basmati
3 cucchiai di zucchero
Zafferano in pistilli, un pizzico
5 bacche di cardamomo
Burro, una noce
Mandorle affettate e tostate
In una padella dal fondo spesso sciogliete la noce di burro e fatevi insaporire il riso, che avrete precedentemente sciacquato, per un paio di minuti.
Versate il latte, unite i semi di cardamomo e lo zafferano, portate quasi ad ebollizione e lasciate cuocere a fiamma bassa per circa un’ora, finche il latte non si sarà ridotto della metà ed i grani di riso molto ben cotti.
Potete utilizzare uno spargi fiamma sotto la padella e girare spesso con un cucchiaio di legno per evitare che si attacchi al fondo. Poco prima di fine cottura togliete le bacche di cardamomo e aggiungete lo zucchero, mescolando bene per farlo sciogliere. Spegnete e lasciate raffreddare.
Servite tiepido in tazza, decorando con mandorle affettate e tostate. Molti aggiungono anche pistacchi (non salati). È buono anche freddo!
lunedì 28 febbraio 2011
Insalata speziata di riso Ermes agli agrumi
Eccomi qui dopo una giornata di lavoro ed il mal di schiena che non accenna a diminuire... ma caparbio appena tornato a casa mi sono messo ai fornelli ed ho preparato la ricetta che leggete qui per cena.
Certo si tratta di una insalata (ottima per la mia dietà!), niente di molto complicato, ma l'idea di preparare qualcosa con la frutta, per me che ne consumo in quantità infinitesimali, è stata una sfida con me stesso.
Ho utilizzato gli agrumi che a me piacciono molto per il loro bel profumo; li ho uniti al riso integrale Ermes, una varità con un ottimo aroma e che mantiene bene la cottura, il chicco risulta bello calloso ma morbido allo stesso tempo.
L'aiuto di qualche spezia, in particolare i chiodi di garofano, il cui aroma secondo me ben si armonizza col resto degli ingredienti ed il gioco è fatto!
Con questa ricetta colgo, come si suol dire, due piccioni con una fava e partecipo a due bellissimi contest. Quello di Ramona di Farina, lievito e fantasia "Frutta in pentola":
e quello di Cinzia de Il ricettario di Cinzia "Gli agrumi":
Insalata speziata di riso Ermes agli agrumi
per tre
200 gr di riso integrale Ermes
80 gr formaggio dolce
4 pomodori secchi
150 gr di olive verdi Picual
1 limone bio
1 arancia bio
Pepe di Sichuan rosso (Fagara)
Chiodi di garofano
Sale marino
Olio evo
Mettete il riso in una pentola con abbondante acqua e un pizzico di sale, portate a bollore e lasciate cuocere per circa 25 minuti o finché non cotto al dente.
Nel frattempo tagliate il formaggio in piccoli cubetti.
Sciacquate i pomodori secchi sotto l’acqua corrente, asciugateli e riduceteli in striscioline sottili.
Lavate bene il limone, ma non sbucciatelo, tagliatene metà in fette molto sottili che dividerete in quattro parti. Conservate l’altra metà.
Sbucciate l’arancia e tagliatela in pezzetti.
Appena cotto il riso scolatelo, versatelo in una insalatiera e lasciatelo raffreddare.
Unite quindi il formaggio, i pomodori secchi, le olive ed i pezzi di limone e di arancia. Aggiungete i chiodi di garofano e il pepe di Sichuan che avrete ben frantumato nel pestello.
Spruzzate l’insalata col succo del mezzo limone che avete tenuto da parte, salate e condite con l’olio d’oliva.
Girate bene e lasciate insaporire per una decina di minuti prima di servire in maniera che le spezie rilascino il proprio aroma.
venerdì 21 gennaio 2011
Risotto della felicità
A volte mi chiedo se e fino a che punto dobbiamo piegare i nostri desideri, le nostre esigenze ad un sentire comune. Anche in nome dell'amore.
Non dobbiamo forse sempre rispettare noi stessi? avendo cura ovviamente di non ferire gli altri?
Non sempre è così.
A volte feriamo senza rendercene conto e veniamo a nostra volta feriti senza meritarlo.
Vorrei essere felice o meglio sereno, ma la vita continua a dare colpi senza tregua
è come stare in prima linea senza avere la possibilità di abbassare la guardia, respirare un po' più lentamente, assaporare la vita senza che questa scorra via così velocemente e accorgersi, improvvisamente, e con rimpianto, che avremmo potuto vivere più serenamente e a pieno le nostre giornate, la nostra vita
forse corro troppo e pretendo di fare troppe cose e chi mi sta accanto non riesce a tenere il mio passo
a volte invece ho l'impressione di essere sempre allo stesso posto...
oggi mi sento inquieto
sono alla ricerca della felicità....
Questo è un riso che ho imparato a cucinare qualche anno fa al corso di cucina macrobiotica.
E' un riso molto semplice, ma gustoso, come nella buona 'tradizione' macrobiotica, ed in base all'equilibrio yin/yang degli ingredienti contribuisce a 'rendere più felice' chi lo mangia.
Risotto della felicità
per due persone
2 bicchieri di riso semintegrale o bianco
1 cipolla
2 porri
2 carote
Timo
1 foglia di alloro
Olio di sesamo
Sale marino
Tamari* (o salsa di soya)
Tagliate tutte le verdure in piccoli dadini.
Lavate il riso e tenetelo da parte. Ho usato il riso semintegrale ‘Rosa Marchetti’ (si può comprare nei punti macrobiotici); viene consigliato di scartare i chicchi non buoni e sciacquarlo prima dell’uso, essendo un riso completamente biologico quindi contenente sempre qualche piccola impurità.
Riscaldate un filo d’olio di sesamo in una pentola a pressione, ovviamente senza coperchio :)
Versate le verdure e fatele saltare per qualche minuto.
Unite il riso, la foglia di alloro ed una piccola manciata di foglie di timo, mescolate per fare insaporire.
Condite con un pizzico di sale marino e aggiungete 3 bicchieri di acqua calda.
Chiudete la pentola con il coperchio ermetico, appena giunta a pressione fate cuocere per circa 10 minuti o un paio di minuti in meno se si tratta di riso bianco. I riso deve essere abbastanza asciutto quando aprite la pentola a pressione.
A fine cottura togliete la foglia di alloro, aggiungete qualche goccia di tamari e servite.
*Il tamari è una salsa di soia giapponese, molto salata e dal sapore più forte rispetto alla shoyu. È tradizionalmente usata per condire il riso e i piatti a base di verdura.
lunedì 27 settembre 2010
Ottolenghi style!
Voi vi chiederete: ma che c'entra l'insalata di riso con questo tempo???
Lo so avete ragione ma qui sabato faceva caldo ed ho deciso di fare l'utima insalata di riso della stagione sigh :(
Premetto che il riso è uno dei miei piatti preferiti d'inverno e d'estate, pensate che a volte lo mangio semplicemente cotto nella pentola a pressione senza alcun condimento, sarà anche che il riso semi-integrale (quello che uso più spesso e che compro al punto macrobiotico) ha un suo sapore e odore speciale che è una delizia! ma questa macrobiotica è un'altra storia che avrò tempo di raccontarvi.
In ogni caso qui mi sono ispirato ad un cuoco Yotam Ottolenghi che ho scoperto gironzolando in rete qualche tempo fa e preso da ispirazione (e da un irrefrenabile impulso all'acquisto) ho comprato il suo libro 'Plenty' dal quale ho sperimentato diversi piatti...credetemi ne vale davvero la pena!
Non a caso ho inserito il suo libro nel widget di "suggerimenti librari" qui accanto :)
Il libro è una raccolta di ricette vegetariane che ha pubblicato ogni weekend sul Guardian.
Anche se lui precisa di non essere vegetariano.
Questo è il suo sito, andate a fare una visitina.
Ottolenghi ha diversi punti vendita e ristoranti a Londra (solo per questo vale una visita!), lui è nato in Isarele ma ha radici multietniche e guarda caso... anche italiane!
E' una cucina fortemente influenzata dalle sue origini; a sua detta cucina europea a casa e medio orientale fuori, insomma da vicino oriente che si affaccia sul Mediterraneo;
una cucina piena di colori, spezie, una cucina solare! ti fa voglia di mangiare e di provare tutto quello che ha sul banco!
Ecco che ho sperimentato, variandola un pò in base a quello che ho trovato disponibile, una sua insalata di riso integrale.
Ho utilizzato il riso ermes (bello profumato) comprato a Roma in una delle scorribande da Castroni.
Insalata di riso integrale Ermes.
300 gr di riso integrale Ermes
70 gr di pistacchi (se non doveste trovare i pistacchi potete usare i pinoli)
6 / 7 prugne secche (o albicocche… de gustibus)
Un mazzetto di rucola
3 cipolline fresche o cipolle bianche
Menta fresca in foglie (dal mio balcone)
1 limone bio (di cui userete la buccia grattugiata ed il succo)
Olio evo
Sale marino e pepe
Bollite il riso in abbondante acqua salata (giunto a bollore abbassate la fiamma) per 30 o 40 muniti a seconda della varietà usata, in ogni caso lasciatelo al dente. Scolatelo e passatelo sotto l’acqua fredda. Mettetelo quindi da parte.
Tostate i pistacchi in una padella per circa 8/10 minuti, lasciateli raffreddare e tritateli grossolanamente con un coltello.
Sciacquate le prugne e fatele asciugare bene passandole magari per qualche minuto in una padella antiaderente. Una volta raffreddate tagliatele a pezzetti.
Lavate la rucola e tagliatela in pezzi grossi. Tagliate le cipolle in fette sottilissime.
In una grossa ciotola unite al riso tutti gli altri ingredienti, aggiungendo le foglie di menta spezzettate e non dimenticate il limone, sia il succo che la buccia grattugiata.
Salate e pepate, mettete in frigo. Cacciate dal frigo una mezz’ora prima di servire.
E' stata una bella ventata d'estate...
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